Compiti Istituzionali

La Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia è organo periferico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Tursimo (vai alla struttura organizzativa del Ministero), ed il suo compito istituzionale è quello di tutelare e conservare il patrimonio archeologico del Friuli Venezia Giulia e di cooperare con la Regione e gli enti territoriali per la sua valorizzazione ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004).

La sua attività è regolata nel dettaglio dal DPR 26 novembre 2007, n. 233 e s.m.i. (capo IV "Amministrazione periferica, art. 18).


Tutela

La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette ad individuare i beni archeologici esistenti sul territorio e sottomarini, mediante un costante monitoraggio, ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica utilità. Sono attività connesse alla tutela:

  • gli scavi archeologici programmati
  • le indagini archeologiche preventive a lavori pubblici e privati in aree vincolate o a rischio archeologicoInfo
  • il controllo degli scavi in concessione di ricerca, cioè condotti da soggetti formalmente autorizzati dal superiore Ministero Info
  • il recupero del patrimonio archeologico messo in luce fortuitamente e la prescrizione di misure per la sua salvaguardia Info
  • la proposta di provvedimenti per la protezione del patrimonio archeologico (dichiarazioni di interesse; vincoli);
  • l’espressione del parere di competenza nelle procedure di verifica di interesse culturale;
  • l’espressione del parere di competenza sui progetti presentati nelle Conferenze di Servizi;


Conservazione

La conservazione è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro. Rientrano nelle attività di conservazione:


Valorizzare

La valorizzazione si attua con l’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività volte a promuovere e incrementare la conoscenza del patrimonio archeologico regionale e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e godimento da parte del pubblico. Sono attività connesse alla valorizzazione:


Uno sguardo indietro: la tutela archeologica in Friuli Venezia Giulia dall'Ottocento ad oggi.


La storia degli organi di Soprintendenza preposti alla tutela archeologica della regione Friuli Venezia Giulia è scandita dalle travagliate vicende di sovranità territoriale che i territori orientali della Penisola subirono dall'Ottocento ad oggi in seguito alla Grande Guerra e al secondo conflitto mondiale. Agli inizi del secolo scorso mancavano ancora all’appello dell’unificazione nazionale molti dei territori che attualmente formano la parte orientale della regione Friuli Venezia Giulia (province di Udine, Gorizia e Trieste), che, congiuntamente alle vicine regioni della Carniola, del Carso interno e dell’Istria, ricadevano sotto la giurisdizione dell’ex impero asburgico, trasformatosi dagli anni ’60 dell’Ottocento in monarchia costituzionale austro-ungarica. scavi a TriesteAl termine della Grande Guerra il confine tra il Regno l’Italia e la neonata repubblica d’Austria venne ridisegnato dal trattato di Rapallo (1920) e dagli accordi di Roma (1924) che portarono all'annessione di Trieste, della contea di Gorizia, della conca di Tarvisio, della penisola istriana, di Fiume  e delle isole occidentali del Quarnaro: fin dal novembre 1918, a tutela delle terre "redente", veniva istituito a Trieste un Ufficio Belle Arti e Monumenti del Governatorato Militare italiano (poi Commissariato Generale Civile), e di lì a poco, nel 1923, venne formalmente istituita, sull'esempio delle altre regioni italiane, la Regia Soprintendenza alle Opere di Antichità e d'Arte della Venezia Giulia, dipendente dal Ministero della Pubblica Istruzione e formalmente preposta alla tutela dei territori del Friuli, della Venezia Giulia e dell'Istria. Già nel 1939, tuttavia, l'intero distretto orientale della Penisola passava sotto la giurisdizione della Soprintendenza alle Antichità delle Venezie, con sede a Padova, un'enorme entità amministrativa, che, sia pure per pochi anni, vedeva estesa la propria giurisdizione su ben 14 province, da Bolzano a Fiume. La fine del secondo conflitto mondiale portò ad un nuovo, radicale, e stavolta stabile, mutamento del quadro territoriale delle provincie orientali, con la cessione della penisola istriana, di Zara e di Fiume alla Iugoslavia. Ciò che rimaneva della Venezia Giulia veniva inoltre separato dal resto del territorio regionale: il Friuli, con le attuali province di Pordenone, Udine e quel che rimaneva del goriziano, rimaneva infatti sotto la giurisdizione della lontana Soprintendenza alle Antichità delle Venezie, mentre la provincia di Trieste e l'area metropolitana– ridotta dopo gli accordi internazionali del 5 ottobre del 1954 alla sola zona A del Territorio Libero di Trieste – veniva affidata ad un ufficio della Soprintendenza regionale ai Monumenti e Gallerie, del tutto privo, fino al 1976, di personale di formazione archeologica. Soltanto a partire dal 1981 il territorio regionale veniva definitivamente riunito sotto la giurisdizione di un'unica Soprintendenza per i Beni Architettonici, Artistici, Ambientali e Storici del Friuli Venezia Giulia, con sede a Trieste,  le cui competenze, troppo ampie e diversificate tra loro, sono state di recente suddivise tra diversi organi di tutela (2002), tra cui la Soprintendenza per i Beni Archeologici (SBA) divenuta ora Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia (SAR).

(testo a cura di D. Girelli, F. Maselli Scotti)